Enigmi

Enigmi locandina dello spettacolo

ENIGMI (2010)
Conversazione in Frammenti
per Pianoforte e Voce Con:
Paola Tortora Voce Recitante
Luca Urciuolo Pianoforte
A cura di Paola Tortora VINTULERA Teatro

ENIGMI
Conversazione in Frammenti per Pianoforte e Voce
Tratto da Parmenide di Elea (V sec. ac)
Poesie Cilentane Contemporanee

Con
Paola Tortora – Voce

Luca Urciuolo – Pianoforte
A cura di PAOLA TORTORA
Foto dell’artista Francesco Truono

Imperscrutabile segreto della vita,
all’ombra di quale Luna,

fra i silenzi di quali suoni,

nelle pause di quali parole,

resti celato?

ENIGMI è una ‘Conversazione’ che nutre in sé l’ambizione di porsi queste domande, un’improbabile ode alla natura, ad inseguire con suoni e parole, le orme del cammino dell’Uomo che cerca, fra le pieghe dell’ignoto esistere, anche solo un barlume di Verità.
La partitura verbale come quella musicale si sviluppano e dialogano fra loro nel susseguirsi dei frammenti che compongono il testo. Il Poema sulla Natura di Parmenide di Elea (Vsec a.c.), (ambientato fra le mura dell’antica città, dove si svolgono i concerti), ed alcuni brevi versi di poesie cilentane contemporanee, divengono territorio comune dell’ Uomo Filosofo del passato e dell’ Uomo-Poeta di oggi, che, nati nella stessa terra Elea-Velia, a millenni di distanza, si uniscono in un unico pensiero rivolto all’eterno mistero dell’esistenza.
Un incontro immaginario dedicato a ‘Velia’ ed alla ‘Musica’, intento a dare una breve ed intensa testimonianza di ciò che è stato e di ciò che ancora è, e può offrire, la straordinaria terra del Cilento.
Al tramonto di una notte di duemilacinquecento anni fa, come in questo momento, il Filosofo – Poeta si sofferma ad osservare l’Orizzonte…. poi le Stelle, il Mare, la Luna. Cercando fervidamente di percepire, dinnanzi a tanto mistero, la musicadel suo animo, l’uomo continua ad osservare il creato, assalito da pensieri, domande, riflessioni, eterni dubbi…! Finchè all’alba, magicamente, un gruppo di Vergini, coperte da veli, si rivelano a lui e lo accompagnano su di un carro, che guidato da titaniche Cavalle, viene spinto ‘lungo la Via che dice molte cose’, la via che dall’Oscurità si volge in direzione della Luce. Così il Filosofo-Poeta, solo con la forza incessante del suo pensiero, invoca e ritorna all’origine, alla Dea Madrecon la quale, come in un sogno, si sofferma a dialogare, perdendosi, ritmicamente, in una molteplicità di riscoperti ENIGMI!

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