Segni Celesti

Tratto da Frammenti in versi di autore ignoto del  II sec.a.c.
Voce    Paola Tortora
Violino Józek Cardas
Scrittura e Regia  Paola Tortora | vintulerateatro

Segni Celesti è un progetto INEDITO aperto, ovvero in continua trasformazione e ricerca. Quanto si propone al momento è una lettura per voce e violino che affida all’organicità del corpo l’interpretazione dei versi. Versi di autore ignoto del II sec a. c., che con questo straordinario poema, ha dedicato tutta la sua attenzione alla descrizione delle costellazioni, al cielo ed ai fenomeni che lo regolano. Una descrizione di rara bellezza e poesia, che ripercorre le storie dei grandi miti del firmamento. Una lettura visionaria musicale e metaforica, un viaggio interminabile che porta l’ascoltatore ad immergersi, come in un sogno, nelle meraviglie del cosmo.

La partitura, sempre in divenire, ha come scopo la semplicità, si pone il compito di essere godibile ed accessibile per tutti, dal bambino, che sogna ad occhi aperti il mondo fantastico che il cosmo rappresenta, all’adulto, che ha occasione di esperire un particolare ascolto poetico-scientifico su ciò che l’uomo da millenni cerca di esplorare. Il cosmo è un mistero ma è anche culla dei nostri giorni e continua fonte di stupore. La parola e la musica possono aiutarci a celebrare quell’incanto con leggerezza e bellezza anche in merito ad argomenti che potrebbero altrimenti risultare ostici o complessi.

“Il testo di questo autore scientificamente di certo è molto debole, ma c’è in compenso, in questi versi , una visione cosmica segnata da una tale concordia tra Uomo e Natura, e da una tale grata spontaneità del loro incontrarsi e rapportarsi, che riesce molto utile, se non necessario, portarli all’ascolto dello studioso come dell’uomo comune. Gli antichi  ricercatori forse non hanno ormai più nulla da insegnarci, né come scienziati né come astronomi puri, ma, riducendo la scienza al mistero dell’anima, hanno tanto di più da darci: le parole! Esse ci riportano a sentire, a vedere e dunque a conoscere il cielo, fors’anche a ricordarlo”  (M. Zoli)

Il cosmo è un luogo di cui conosciamo solo alcune Leggi, tutto il resto è puro mistero, in questo spettacolo musica e parole interagiscono con lo stesso principio. Momenti strutturati si alternano a momenti di totale improvvisazione, l’interazione fra sonorità e vibrazioni vocali diviene metafora dell’eterno mistero che regola i pianeti nell’universo. Ciò che conta però almeno in poesia, è la forza immaginifica che si sprigiona, il potere ipnotico del “Canto”.

Non solo in teatro. Siti e luoghi ideali per l’ascolto:
Questo spettacolo oltre che in teatro, è consigliabile svolgerlo :
– In periodo caldi all’aperto, in tarda sera, in siti naturali, dove non c’è luce e si possono mirar le stelle, il pubblico più curioso può essere fornito di un comodo cuscino ed invitato a stendersi su di un tappeto per guardar le stelle, mentre la musica ed il testo scorrono in un fiume di immagini meravigliose che conducono l’ascoltatore in un sogno straordinario…

– Oppure presso un osservatorio astronomico, con la collaborazione di esperti della materia, che potrebbero condurre gli spettatori ad una visione reale di quanto il poeta illustra, mediante strumentazioni adeguate.

–  Oppure ancora presso musei scientifici  o  enti e realtà che trattano e studiano i misteri del cielo e della natura.
Auspicabile la collaborazione di esperti in materia che con una breve nota introduttiva o con un breve dibattito di chiusura potrebbero commentare secondo le attuali conoscenze quanto il poeta descrive.

[E’ in corso l’ulteriore versione del testo che attinge da autori contemporanei quali: M. Hack, S Hawking, S. Correl, C. Rovelli ed altri ancora in via di definizione, che integra i versi poetici del passato con le più moderne scoperte astronomiche dei nostri tempi.]

Primo studio presentato al festival del teatro in strada
SOGNAMBULA Direzione Artistica Patrizia Besantini
Agosto 2015 Castagneto Carducci