IL NOME VINTULERA, che vuol dire vagabonda è qui dedicato alla Luna intesa come vagabonda del cielo, è tratto da un libro di poesie di Maurizio Tortora, “A’ Vintulera ri lu cielo” . Maurizio Tortora, medico radiologo, poeta, traduttore dialettale, passionale atleta, straordinario uomo di mare, fine ed assiduo dicitore, dedicò gran parte della sua vita alla divulgazione del dialetto cilentano ottocentesco mantenendone integra la memoria storica e culturale. Egli è sempre stato ispiratore, co-autore e poeta di riferimento per la maggior parte delle opere realizzate da vintulerateatro,  lasciando un’impronta indelebile e inesaudibile a sua figlia Paola non solo come padre ma anche come uomo . L’idea di VintuleraTeatro nasce dunque sotto la Luna cilentana, terra della bassa campania e terra natia della famiglia Tortora,  e cela in sè la forte influenza della filosofia Eleatica e del pensiero filosofico Parmenideo. Paola Tortora fonda partendo da queste origini quest’associazione culturale, proclamando il padre, in occasione della sua recentissima scomparsa, fondatore spirituale della stessa, essendo egli anima intellettuale filosofica poetica fisica e spirituale di VintuleraTeatro ed avendo imparando da lui la prima regola per un buon attore : saper  trasformare il DIRE in DARE …ovvero imparando a decl-AMARE.

 

La RICERCA ARTISTICA di VINTULERATeatro, partendo dal teatro tradizionale del sud, trova le proprie, profonde, radici culturali nella classicità e nel mito, in un teatro concepito come viaggio e continua indagine ed in una certa, suggestiva, propensione evocativa ed onirica. Propensione che deriva da un singolare modo di abitare la scena che attinge, attraverso il corpo, al territorio delle immagini, della memoria, dei sogni... dell'inconscio. 
Negli anni, attraverso un lungo ed articolato percorso di applicazione e ricerca, si è sviluppato un particolare lavoro rivolto al corpo-spirito dell'Attore, a cui ci si dedica con costante cura e attenzione; tentando, al contempo, di restituire sempre, alle opere che si realizzano, un segno poetico, condivisibile, e di forte valore espressivo.

FILOSOSFIA E  TEATRO DAL PROFONDO. Fra le varie forme di ricerca sviluppate, Vintulerateatro ne propone una avente come tema centrale il Sé, comprensivo dei suoi diversi aspetti filosofici ed esistenziali. Tale ricerca ha dato vita ad una particolare forma di creazione  che vede messi in scena il pensiero  e l’anima dell’uomo. Attraverso un intenso ed originale lavoro fisico e meditativo, l’intento è quello di affidare all’organicità e musicalità del corpo e della parola il compito di incarnare l’indicibile, portando l’attore ad essere strumento di visione, di memoria, di sogno, a servizio di una azione teatrale che si può senz’altro definire di tipo Metafisico.  Ancora una volta ci si affida alle immagini dell’inconscio sia individuali che collettive.  Questa forma di teatro dal profondo, attinge soprattutto da testi di natura filosofica e spirituale. Tematiche ardue da affrontare tramite l’espressione teatrale che in questo caso diviene strumento per carne e voce, anima, spirito e intelletto, sensi e ragione, che insieme conducono attori e spettatori ad intraprendere intensi e poetici viaggi di riflessione sui più insondabili misteri dell’esistenza.

LA PAROLA COME MIMO DELL’INDICIBILE Vintulerateatro vive la parola come movimento, e non solo come concetto, il linguaggio di vintulerateatro cerca di fondere intelletto, anima, corpo e parola in un unico flusso inarrestabile di impulsi e immagini che si susseguono continuamente. Le tematiche sono fortemente filosofiche dunque poco affini ad un linguaggio teatrale, lo sforzo è proprio quello di dare a tali concetti la possibilità di confluire in azioni non solo concrete ma anche oniriche, o di memoria che restituiscono nutrimento intellettuale fortemente simbolico e fisico. Spesso lo spettatore è invitato ad entrare nel gioco della rappresentazione come se assistesse ad un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Si tratta dell’indicibile, in tal senso la parola diventa sforzo mimetico, strumento sonoro che paradossalmente “mima” con il linguaggio ciò che non è dicibile . Come nel mimo si imitano i concetti che le parole potrebbero esprimere, qui le parole “imitano” i concetti che  solo il silenzio potrebbe far percepire a livello energetico e subliminale.

Il COSMO : E’ dunque, quello di Vintulera, un teatro di certo complesso ma non nel senso di difficile, bensì di stratificato, composto da più livelli e parti che interagiscono fra loro.  Il concetto di ‘Vacuità? Legge Universale che regola l’interdipendenza fra tutti i fenomeni ripercorre anche la scena, vissuta allo stesso modo, ovvero vissuto come non luogo in cui tutto è in strettissima connessione con tutto, in un unico invisibile flusso tempo-ritmico che da respiro ed organicità alla’Azione. Il pubblico non è affatto escluso, come si pensa, dall’incanto della scena, anzi, ma di certo è stimolato ad essere fortemente attivo nell’attenzione. Tutto e tutti sono coinvolti, tutti testimoni di un evento condiviso di forte impatto emotivo e spirituale, intellettuale ed immaginifico. Dunque un teatro che invita alla riflessione più che alla comprensione, all’immaginazione più che all’acquisizione di concetti, alla suggestione più che alla razionalizzazione. Si invita il pubblico a sognare, nel modo più reale del termine, paradosso non casuale. Sogno e realtà si fondono, la parola è in atto , come nella vita, la voce è mistero insondabile, le tematiche sono soprattutto esistenziali. Ci si pone davanti al cosmo, nudi, e con esso si fanno “i conti”, perché è di polvere di stelle che siamo fatti, ..almeno questo si sà! E, per essere felici… non dovremmo mai dimenticarlo!

Il Poeta Maurizio Tortora