De Sade Madame


Da Y. Mishima
rielaborazione drammaturgica Gea Martire
con Gea Martire,
Francesca Gamba,
Paola Tortora,
Silvia Santagata,
Anna Contieri,
Paola Toscano
Regia Nadia Baldi
Luci Michele Vittoriano
Costumi Sasà Salzano
Elementi di scena Sofia Maglione
Gioielli Oro Partenio – Sartoria Tirelli – Parrucche Rocchetti

Scene Impresa Di Genio
www.teatrosegreto.it

Festival BeneventoCittàSpettacolo diretto da Ruggero Cappuccio 2006
Madame De Sade al servizio del Marchese o il Marchese al suo servizio? Una donna che è riuscita a mantenersi a tal punto fedele al marito, prodigandosi costantemente per lui, perché lo abbandona proprio nel momento in cui, ormai vecchio, torna finalmente libero?

Questi enigmi costituiscono il punto di partenza di questa messinscena. “De Sade Madame” è uno spettacolo dove tutto ciò che ruota attorno alla figura della Marchesa è rigorosamente femminile, dove le sfaccettature dei singoli personaggi sono rigorosamente proiezioni di un unico personaggio. In un gioco di opposizioni che si spostano, si incrociano, le tensioni formano spesso linee, figure geometriche, continuamente traslate, ruotate, sovrapposte. Renée De Sade individua nel Marchese la possibilità di vivere, di succhiare alla vita il nettare proibito, scegliendo un percorso più che eversivo, un percorso di contemplazione passiva. Eppure qualcosa di estremo, di sorprendente nel segno dell’immobilità, non può essere banale. E’ una donna fastidiosa Renée, impossibile desiderare di identificarsi con lei, è una donna che sfida le donne, le loro vanità, il loro orgoglio, le loro modernità minacciate da un animale servile quale lei è.

Ma quale e quanto piacere è pensabile immaginare dietro tutto questo. E se Renée fosse custode di un accesso al piacere incomparabilmente superiore a quello di ciascuna delle altre donne che hanno ruotato intorno a lei? Se fosse lei ad avere le chiavi del varco proibito? Insospettabile angelo delle perversioni. Negli occhi delle donne che guardano Renée c’è compassione e lei non ne delude le aspettative restituendo di sé esattamente l’immagine che le viene richiesta. Ma nel suo sguardo c’è riflessa la medesima compassione, quella per chi non comprende e mai potrà. Come in un gioco si può immaginare la vita di Renée incastonata nella stella d’oro a otto punte simbolo della casa dei Sade e la si può immaginare trasformarsi nella stella dei venti. E proprio lei è il primo vento, cuore della stella, il Vento Fedele e La Montreuil, Anne, Charlotte, la Simiane, la Saint-Fond i venti che Sade fa ruotare inconsapevolmente a suo piacimento. Renée questa tenera bambola chiusa nel suo castello apre le finestre del vivere e, venti freddi, caldi, impetuosi, tranquilli, travolgenti, inarrestabili, silenziosi, invadono il suo esistere. “AMORE E MORTE IN PARTI UGUALI”.

In un mondo di venti ostinati che le alzano i capelli e la veste ella coraggiosamente si riordina con pazienza ogni volta ed ogni volta in un modo diverso, fino a decidere che quei venti non la scompiglieranno mai più. Ricordi come monsoni, libecci, brezze che a lungo deformano, consumano, modellano, trascinano via e Renée sarà spazzata via dai venti, proprio nell’ultimo istante, proprio quando il cuore di Sade è finalmente ad un passo da lei.

E’ “AMORE E MORTE IN PARTI UGUALI”….. De Sade Madame è un tentativo ad un approccio diverso da quello analitico, il lavoro è affrontato da un punto di osservazione più mobile, più soggettivo, più elastico di quello critico-sintetico, senza sforzarsi di anatomizzarlo, di sezionarlo in frammenti consequenziali come in un intervento chirurgico. Ci si trova di fronte ad un’ampia rete d’immagini e gesti e relazioni che hanno tra loro una logica interna. De Sade Madame è un lavoro avaro di casualità ma generoso di possibili spunti e associazioni ideali.

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